October 10, 2008:
Permalink: Personalmente, Facebook mi pare un’aia in cui i pavoni spennati della letteratura fanno la ruota informandoci con sollecitudine dei loro stati d’animo, perlopiù umbratili - e pazienza, non c’è niente di male. Il brutto è quando, come Roberto Cotroneo, devono scrivere ogni 5 minuti che siamo diventati un paese imbarbarito, maleducato, illetterato… e poi sbagliano il congiuntivo, lasciano andare quei maledetti “Io penso che è” che sono il marchio vero del pressappochismo e della sciatteria mentale. E poi, se glielo fai notare, se gli scrivi: “prima di pensare a salvare gli italiani impara a salvare l’italiano, buzzurro”, loro - i colti, i letterati, i pensosi preoccupati per le sorti della nazione - s’incazzano di brutto e ti tagliano fuori dalla discussione non facendoti più amico.