April 21, 2010: sui fatti e sulle azioni di governo del medesimo: è qui che va giudicato un uomo di governo. Lei [sofri] può fare tutti i paragoni gobbi con Andreotti, ma non può mistificare la realtà.
così marcello veneziani a adriano sofri (via gravitazero)
ma insomma basta, veneziani ha ragione. parliamo di fatti e di azioni; anzi, di quote pubblicitarie sulle reti mediaset.
purtroppo non posso lincare il sito di “diario” che non esiste più. per quel settimanale, beppe bascietto svolse nel 2001 l’indagine sui legami tra giacomo commendatore, fondatore di EMINFLEX (ora pare produca anche pannelli solari) e il clan di giacomo riina. bascietto, comunque, non ebbe la scorta ma finì confinato al nord per un po’, in seguito a inchieste come quella. oggi non so che fine abbia fatto e dove scriva. l’articolo intero si può comunque reperire qui.
Chi è l’imprenditore che è stato capace di raggiungere tanto successo? Giacomo Commendatore. Della stessa famiglia Commendatore citata in un rapporto del ministero dell’Interno del 1997 come una delle «centrali criminose dell’Emilia-Romagna». Risponde Giacomo Commendatore: «Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a una situazione del genere, ma anche stavolta risponderemo per le rime». E procede tranquillo per affermare il marchio Eminflex, quello dell’elefante. L’elefante è anche il simbolo della città di Catania. Ed è proprio a Catania che inizia la storia della famiglia Commendatore. Vendeva pesce in scatola nel quartiere San Cristoforo. Ma lo spirito imprenditoriale l’ha spinta a passare (come racconta Enzo Ciconte, nel suo libro Mafia, Camorra e ‘Ndrangheta in Emilia-Romagna) alla distribuzione degli articoli casalinghi. La famiglia si trasferisce a Budrio, in Emilia-Romagna, dove inizia a vendere a porta a porta cuscini, grandi pacchi di carta igienica, sedie, materassi: la mattina partono da Budrio i furgoncini carichi di mercanzia e girano per i paesi attorno, in estate arrivano fino alle spiagge della Romagna. Fanno buoni affari. Tanto che nel 1974 Carmelo e Francesco Commendatore decidono di dare vita alla Centroflex, una società per la costruzione di materassi a molle che poi diventerà Eminflex. […]
«Fra le centrali criminose di origine siciliana e operante nel circondario bolognese», scrive il rapporto del ministero dell’Interno, «va ricordata la famiglia dei Commendatore riconducibile al clan di Giacomo Riina, con vaste ramificazioni estese a tutto il territorio emiliano-romagnolo». Giacomo Riina: boss mafioso con una lunga lista di precedenti penali, ma anche contabile della Eminflex, l’uomo a cui era stata affidata l’attività commerciale dei fratelli Commendatore; almeno fino al giorno del suo ennesimo arresto, avvenuto a Budrio nel 1982, per ordine del giudice Gian Giacomo Ciaccio Montalto. […]
Secondo il collaboratore di giustizia Giuseppe Lo Presti, Carmelo [Commendatore] era diventato «il punto di riferimento per l’organizzazione criminale di Jimmy Miano, capo dei cursoti milanesi, e di Santo Mazzei», capo dei carcagnusi di Catania. […]
«Sono anni, comunque, che non abbiamo più rapporti con mio zio Carmelo», giura Giacomo Commendatore. «Se mio zio ha avuto problemi con la legge», conclude, «io e la mia azienda non c’entriamo». Peccato, però, che lo smentiscano i rapporti del Gico, il gruppo antimafia della Guardia di finanza, secondo cui le imprese di tutti i membri della famiglia Commendatore sono «in stretti rapporti d’affari». Non c’è soltanto la Eminflex nelle aziende di famiglia: i Commendatore hanno costituito nel tempo 23 società, di cui 18 ancora attive nel 1995 (ultimo dato disponibile); molte sono attive nel settore della produzione, commercializzazione e vendita a porta a porta dei materassi (F&R Eminflex, Sormi, Giskard, Permaflex…), altre svolgono import-export di legnami, costruzioni edili, o attività immobiliari (Cria, Fria, Mila).
«Le operazioni immobiliari sono uno dei possibili canali per il riciclaggio di denaro sporco», ripetono Commissione parlamentare antimafia e Banca d’Italia. […]Ma il boom delle nascite (societarie) arriva a cavallo degli anni Ottanta e Novanta, con la costituzione della Giskard, della Grazia Arredamenti, della Cria srl, della Fria srl e di altre piccole società che gravitano nella galassia Eminflex. Hanno tutte qualcosa in comune: non hanno dipendenti ma dichiarano fatturati da capogiro. […]
L’impresa più importante della famiglia Commendatore resta comunque la Eminflex. «L’anomalia di quest’azienda», scrive il Gico della Guardia di finanza, «si riscontra nella crescita elevatissima del fatturato, che passa dai 14 miliardi del 1990 ai 118 del 1994, con un incremento del 694 per cento». Un miracolo, se osserviamo il settore dei materassi nel suo complesso, che tra il 1991 e il 1994 cresce solo del 3,7 per cento. «Inoltre il periodo tra il ’91 e il ’94 è segnato da una forte compressione dei consumi sul mercato nazionale», ricorda Enzo Ciconte. L’Italia, infatti, stava attraversando una crisi economica pesante, la disoccupazione cresceva, molte aziende erano costrette a chiudere, il Paese era costretto a uscire dal sistema monetario europeo. Controcorrente, la Eminflex cresceva fino a diventare azienda leader in un settore caratterizzato da una forte concorrenza e da tassi di crescita stabili. […]
«La nostra idea vincente», spiega Giacomo Commendatore, «è stata la televendita». E qui si apre un capitolo ancora tutto da scrivere: com’è approdata alle tv di Berlusconi, nella seconda metà degli anni Ottanta, quest’azienda quasi sconosciuta e di piccole dimensioni, con un fatturato che non arrivava al miliardo? Com’è arrivata a Publitalia diretta da Marcello Dell’Utri?