April 21, 2010: vogliamo libri necessari

vogliamo dei libri necessari, libri che si possano leggere all’indomani di un funerale quando per il troppo piangere non ci sono più lacrime […]

vogliamo libri che al loro autore siano costati molto, libri in cui si siano depositati i suoi anni di lavoro, il suo mal di schiena, i suoi punti morti, qualche volta il suo panico all’idea di perdersi, il suo scoraggiamento, il suo coraggio, la sua angoscia, la sua tenacia, il rischio che si è assunto di sbagliare.

vogliamo libri splendidi che ci tuffino nello splendore del reale e lì ci tengano avvinti […]

vogliamo libri che non ignorino niente della tragedia umana, niente delle meraviglie quotidiane, libri che ci facciano tornare l’aria nei polmoni.

e se anche ne uscisse uno ogni dieci anni, se anche dovessero passare dieci anni perché venga pubblicato un altro Vies Minuscules, a noi basterebbe. non vogliamo altro.

laurence cossé, au bon roman (la libreria del buon romanzo, ed. e/o)

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vies minuscules è di pierre michon, autore di cui ignoravo l’esistenza, essendo praticamente inedito in italia. così come non trovano traduzione e pubblicazione due autori ispanofoni come lo spagnolo juan garcia ortelano (e in particolare el gran momento de mary tribune, a mio avviso) o l’argentino manuel mujica láinez; ma perché stupirsi, visto che una casa editrice come feltrinelli preferisce sommergerci di moccia piuttosto che ristampare uno dei capolavori di gianni celati, la banda dei sospiri?