May 7, 2010:

Permalink: Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono – le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.

Stephen King

(via missvincent, enjoy-my-silence, elebri, clairefisher, psychocircus, 3n0m15)

May 7, 2010:

Permalink: Non c’è che un segno, forse, ad attestare che si è capito tutto: piangere senza motivo.

mira vos.

Emil Cioran
(via monochrome23world, maxmorphing) (via aitan)

May 3, 2010:

Permalink: Il 1° maggio del 2010 i sindacati e Vinicio Capossela scoprono Matteo Salvatore e Enzo Del Re. Grande tempismo. A dimostrazione che l’importante è apparire, fanno cantare ad Enzo “lavorare con lentezza”. Confindustria trema… un culo, un bullone, un culo, un bullone, un culo, un bullone, un culo, un bullone… ma jatel’ ‘a piglia ‘nt’o cul’.

daniele sepe su FB

May 2, 2010:

brianstorming, palermo viejo, buenos aires

May 2, 2010: i delfini

Sono forti, sono vivi, hanno pochi motivi di paura. Si muovono meravigliosamente in tutto il volume del loro spazio, liberati dalla pesantezza, affrancati da qualsiasi supporto solido. Cioè vivono in uno stato che noi conosciamo solo attraverso i sogni.

Paul Valery


Guardo la mia vita, a volte, come se guardassi fuori da una finestra. Percepisco l’interno della stanza, ma è l’orizzonte che mi interessa, i personaggi che vedo, cio’ che il cielo, la distanza, la prospettiva mi ispira e mi suggerisce.
La casa dell’io zavorra i desideri, ti tiene appoggiata sul davanzale a sognare. Ma all’improvviso, come facevo da bambina, salto sul terrazzo sotto la mia finestra. Salto giù ed esco, seguo lo slancio, mi allontano, vado dove il mio istinto mi chiama. Sono libera.

donatella ruini

May 1, 2010:

Permalink: Se te está viendo la otra.
Se parece a ti:
los pasos, el mismo ceño,
los mismos tacones altos
todos manchados de estrellas.
Cuando vayáis por la calle
juntas, las dos,
¡qué difícil el saber
quién eres, quién no eres tú!
Tan iguales ya, que sea
imposible vivir más
así, siendo tan iguales.
Y como tú eres la frágil,
la apenas siendo, tiernísima,
tú tienes que ser la muerta.
Tú dejarás que te mate,
que siga viviendo ella,
embustera, falsa tú,
pero tan igual a ti
que nadie se acordará
sino yo de los que eras.
Y vendrá un día
-porque vendrá, sí, vendrá-
en que al mirarme a los ojos
tú veas
que pienso en ella y la quiero:
tú veas que no eres tú.

se te està viendo la otra, pedro salinas

May 1, 2010:

Nemo su FF e PensieriSparsi (via strelnik)

May 1, 2010:

…mo’ basta! (via raucci, unlitrodimista, hardcorejudas)

May 1, 2010:

Permalink: Alla radio ho sentito un’espressione che mi è piaciuta molto: avere gli occhi antichi. Significa amare le cose vecchie, vedere tutto con fare nostalgico, cercando con entusiasmo tutto ciò che ci proviene da un’altra epoca, da un’altra era. Ecco, io credo di avere gli occhi antichi. Il nuovo emoziona, ma mai come l’antico.
Guardare avanti dona forza ed ottimismo, ma guardarsi indietro non è un male. Ci aiuta ad apprezzare chi siamo e chi eravamo; chi sono e chi erano gli altri; cosa sono e cos’erano i posti che ci circondano.
Ed è con questi occhi antichi che cerco sempre pezzi di un Giappone che adesso rimane silenzioso sotto le verdi (le immagino di questo colore, non so perché) coperte sbiadite del tempo oppure nei ricordi di qualcuno.

occhi antichi, profumo di pagine e varie, biancorossogiappone

April 26, 2010:

Permalink:

Un politico nella maggior parte degli altri Paesi democratici sarebbe stato annientato da uno qualsiasi di questi scandali, figuriamoci tutti quelli che si sono verificati in sequenza incessante nel giro di pochi mesi, eppure il potere di Berlusconi non è mai stato messo seriamente in discussione. Che cosa possiamo dedurre da questa strana situazione?

Il costante successo di Berlusconi – almeno, se misurato dai numeri delle elezioni – ha bisogno di spiegazioni. Si tratta semplicemente di una bizzarra anomalia italiana in cui uomini macho sessisti, uomini d’affari di successo e truffatori vengono ammirati invece che diffamati? Gli scandali di Berlusconi sono soltanto inezie e pettegolezzi da rotocalchi, una specie di opera buffa in cui i suoi sostenitori continuano a preferire lui ad un centro-sinistra debole, diviso ed incapace? E’ possibile che la telenovela di Berlusconi contribuisca in realtà al suo fascino, una fusione di politica ed intrattenimento prefigurata da quei programmi televisivi ridicoli, osceni e molto diffusi che sono stati la sua fortuna? E se gli indici d’ascolto e l’audience avessero sostituito i risultati concreti nel misurare il successo politico?

Berlusconi ha trasformato la vita politica di una nazione importante in una sorta di reality show di cui è la star, il produttore e il proprietario della rete: è il “survivor” supremo, che mentirà e ingannerà per eliminare gli altri dall’isola, ed è allo stesso tempo “il tronista” che distribuisce rose a un gruppo di donne giovani e belle.

Alexander Stille, Il regno corrotto dell’imperatore Silvio, «The New York Review of Books»

da leggere tutto

(via darkpassenger) (via aitan)

IL N.Y. TIMES NON E' ANTI-CATTOLICO, SUGLI SCANDALI VATICANO RETICENTE

April 26, 2010:

(via 3n0m15, spaceman70, kshaed)

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