November 16, 2009:

(via vaffanculo)

November 16, 2009:

Permalink: Polanca, credendosi un parlamentare del pdl, ha chiesto la parola. “Ne ha facoltà” gli ha risposto Bulgaria, credendosi presidente.
“Signor presidente, onorevoli colleghi, per fare il processo più breve ci sono due possibilità e con entrambe dobbiamo agire sulla parola. Ne dobbiamo, cioè, tagliare una parte, proprio per ridurne le dimensioni che rendono così elefantiaca la nostra giustizia. Avremmo potuto scegliere la prima strada, pronunciarci a favore della prima ipotesi, dire, in sostanza, che d’ora in avanti la buona giustizia si baserà solo sul Pro. Più che dimezzando, dunque, i tempi di pronunciamento. Ma il termine Pro, che indubbiamente avremmo preferito, si sarebbe prestato a facili strumentalizzazioni. Con quel “Pro” di Processo, qualcuno avrebbe, con malafede, costruito la locuzione latina (o sarda, se meglio credete) che fa intendere il vantaggio di una parte. Già li sentivamo i magistrati bolscevichi ripetere quella orribile frase: pro domo sua, proprietario, progetto, protervia, proproproprò. Per questo, onorevoli colleghi, abbiamo preferito mantenere la seconda parte e tagliare la prima. Solo per questa ragione, per non dare argomenti al facile sarcasmo”.
Bulgaria si è alzato in piedi e ha fatto un applauso silenzioso.

polanca colpisce ancora. birambai

November 16, 2009:

Permalink: IL FUTURO NON E’ PIU’ QUELLO DI UNA VOLTA

letto su un muro a san lorenzo

November 16, 2009:

una cartolina di dieci anni fa.

November 13, 2009:

Permalink: Polizia di Stato, Esercito italiano, vigili urbani, Protezione civile, hanno “cantierizzato” il campo, così si dice nel linguaggio tecnico. Che vuol dire: fuori tutti i 500 abitanti in mezzora, strisce rosse e bianche a delimitare la zona e una ruspa che accortaccia questa sorta di villaggio come una pallina di carta da gettare in un cestino. Era un campo cosiddetto abusivo, è vero, eppure molto decoroso.
Abitato da una comunità rom originaria di Calarasi, piccola e povera città a sud di Bucarest, arrivati qua un anno fa. […] Donne e uomini pieni di fagotti spingono carrelli della spesa, passeggini stracarichi, alcuni a piedi, altri in bicicletta o in vecchi furgoni, mentre camminano perdono una bambola, una bacinella con dei panni, un cuore di peluche. Ma dove vanno? Per il momento dall’altra parte della Casilina, a Villa De Santis, accampati nel giardino pubblico del quartiere. Il delegato del sindaco dice che è garantita «la massima assistenza umanitaria e di carattere sociale». Ma c’è solo tanta polizia e una proposta inaccettabile: il rimpatrio assistito o la sistemazione di donne e bambini nel circuito dei residence fuori dal raccordo (per gli uomini non si sa). […] Dal febbraio scorso l’associazione Topica chiedeva un tavolo per affrontare la situazione. Nessuna risposta. È chiaro che vedendo le foto uno si chiede: come può un bambino vivere in un posto del genere? Ma questa è la realtà di Roma nel 2009. Non c’è bisogno di prendere l’aereo per andare a vedere un altro mondo: è giusto dall’altra parte dei binari. […] Nei giorni scorsi i consiglieri municipali del Pdl hanno raccolto firme per una lettera al sindaco, perché si dicono delusi dalla mancanza di iniziativa riguardo gli sgomberi. Ed ecco la risposta.

militant a, alemanno manda 500 rom per strada, il manifesto di ieri

November 13, 2009:

Permalink: Con lo sgombero del «ghetto» di San Nicola Varco di Eboli si scrive un’altra pagina nera della storia dei migranti nel nostro paese. Un imponente spiegamento di forze di polizia ha messo fine al ghetto dove da anni erano costretti a vivere, nel più assoluto degrado, più di ottocento braccianti marocchini impiegati nell’agricoltura della Piana del Sele. […]
Nel ghetto, questi esseri umani così necessari alla nostra economia, erano costretti a vivere senza luce e acqua, o meglio l’unico punto di approvvigionamento idrico era costituito da una rudimentale fontanella. Da oggi non c’è più niente, e nessuno. Lungo la statale 18 vagano disperati quasi 900 fantasmi, costretti a migrare ancora con una coperta sulle spalle e una busta di plastica che contiene tutti i loro miseri averi. Migranti a nostra disposizione, naturalmente. Pronti a rispondere all’ordine di riempire le cassette di pomodori. Giustizia è fatta.

a. botte, l’ordine regna a s. nicola varco, il manifesto di ieri

November 12, 2009:

EL ATENEO: A theatre turned into a library (via laurandlime)

November 12, 2009:

Permalink: Innanzitutto non si tratta di una disposizione transitoria. E’ l’introduzione di un articolo 346-bis nel Codice di procedura penale. Quindi una norma valida sempre. La seconda cosa che si nota, leggendone il testo, è che in realtà sarà impossibile procedere a qualunque processo per via del comma 2.b, dove dice: “Il corso dei termini è sospeso [….] su richiesta dell’imputato o del suo difensore, sempre che […] non siano disposti per assoluta necessità di acquisizione della prova”. In pratica, a me imputato basta dire che ho bisogno di una prova e chiedere uno o più rinvii, e questi 2 anni passano in un attimo.
Inoltre sono specificati i processi per cui non valgono queste norme: processi per associazione a delinquere, anche di stampo mafioso; terrorismo; omicidio colposo in incidente stradale o sul lavoro; furto; sequestro di persona; detenzione di materiale pedopornografico; stalking; incendio e danneggiamento; traffico di rifiuti speciali e in caso di violazione delle leggi sugli extracomunitari.
Ciliegina sulla torta, se la Corte di Cassazione rinvia un processo al primo o al secondo grado, il suddetto processo deve finire entro un anno, con sentenza passata in giudicato. Naturalmente è un puro caso se a trovarsi in questa situazione c’è Marcello Dell’Utri, in un processo nel quale è accusato di estorsione (anche se la Corte d’Appello in seconda istanza ha derubricato il reato in “minaccia grave”, dichiarandolo prescritto) insieme al boss mafioso Vincenzo Virga, che sta scontando alcuni ergastoli al 41 bis.

a. rispoli, qui il testo in pdf.

November 12, 2009:

Permalink: Se si approva la legge sul “processo breve”, andranno praticamente tutti in prescrizione i reati di: abuso d’ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino. Saranno invece processati fino in fondo i colpevoli di immigrazione clandestina, perché si tratta di un reato “di grave allarme sociale”. Gli altri no, sono pinzillacchere, è chiaro.

noticina di passaggio di carlo su fb

November 12, 2009:

Permalink: Tipo: quando uno fa satira politica su un ministro, bella o brutta che sia la satira e chiunque sia il ministro, non esiste che tutti gli onorevoli e i Tg in coro strillino contro il vignettista. In una democrazia sana, il vignettista fa la satira che gli pare e i politici stanno zitti, punto, fine.
Oppure: quando uno fa il direttore del Tg1, non è come se facesse il direttore del Fatto o di Libero. Il Tg1 non è un giornale corsaro né d’opinione. E’ il Tg1, quindi di noi tutti, istituzionalmente, storicamente. Più ancora del Tg2 e del Tg3. Pertanto il direttore del Tg1 non può entrare a gamba tesa su una questione che vede una buona metà degli italiani pensarla all’opposto.
O ancora: se uno fa il sottosegretario ed è indagato per camorra, non può dire che non si dimette fino alla sentenza di terzo grado, perché le cariche (specie di governo) si occupano anche in base a un principio di opportunità politica che non dipende meccanicamente da una sentenza, ma da una serie di variabili più complesse. E se non può avere il certificato antimafia per mettere su un’impresa, tanto meno può stare al governo.
O infine: se un cittadino arrestato entra in una caserma o in un tribunale o in una galera, lo Stato ha il dovere di garantire la sua salute, e se è pure tossicomane e anoressico, ha il dovere di starci più attento, non meno attento.
Roba semplice, appunto, molto semplice. E soprattutto né di destra né di sinistra, ma solo civile.

Regolette - Alessandro Gilioli (via gravita’ zero)

November 12, 2009:

Permalink: Se si sfoglia la corposa documentazione clinica del caso (PDF, 12MB), meritoriamente raccolta e messa a disposizione da Luigi Manconi e dall’Associazione “A buon diritto”, ci si rende conto che il rifiuto delle terapie e dell’alimentazione non era altro che un mezzo disperato messo in opera da Stefano Cucchi per poter parlare con il proprio legale. A p. 27 del file troviamo infatti il diario clinico relativo al 21 novembre, in cui un medico ha annotato di proprio pugno: «il paziente rifiuta perché vuole parlare prima con il suo avvocato e con l’assistente della comunità CEIS di Roma [una comunità di assistenza ai tossicodipendenti]». Lo stesso concetto è ripetuto in un fax inviato lo stesso giorno dall’ospedale al Tribunale di Roma (p. 30).

Eugenia Roccella e il caso Cucchi (via ilmuseodelmondo) (via umanesimo) (via curiositasmundi)

November 12, 2009: un'allucinante vicenda

“Spatolaro, o qualcosa del genere, che non ho mai avuto il piacere di conoscere, dà il meglio di se, immagino, tra cacche, mosche e parolacce. Più che un fumetto mi è sembrato uno specchio”, ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

tutti solidali con la ministronza. specie la russa: la sua immagine allo specchio, tra cacche, mosche e parolacce, non fa una piega. un vero gentleman.

Parma, 32enne muore dopo una notte in cella

November 11, 2009:

Berlusconi dorme durante il discorso di Medvedev a Berlino, via youblob

Ex Eutelia, vigilantes contro occupanti . "Urlavano e ci minacciavano"

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