November 18, 2010:

campagna LAV.

reportage fotografico al circo victor

November 17, 2010:

(Source: designaddictmom, via 3n0m15)

November 17, 2010:

Permalink: Negli ultimi dieci anni ci siamo accorti che ogni cosa che desideravamo si avverava a tempo debito, buona o cattiva, in un modo o nell’altro. Abbiamo continuato a dirci che uno di questi giorni avremmo dovuto organizzarci e desiderare solo cose buone. Poi è arrivato il nostro bambino! Eravamo felicissimi e allo stesso tempo ci sentivamo molto responsabili. Ora i nostri desideri avrebbero influenzato anche lui. Abbiamo sentito che era ora di finirla con le discussioni e metterci a rivedere i nostri meccanismi di desiderio: la Pulizia Primaverile delle nostre menti! E stato un lavoro grosso.
Ci capitava di trovare nei vecchi armadi della nostra mente cose che non sapevamo di possedere ancora, cose che avremmo sperato di non trovare più. Facendo le pulizie, abbiamo cominciato anche a notare molte cose che non andavano nella nostra casa: c’era una mensola che non avrebbe mai dovuto neanche stare là dove stava, un quadro che cominciava a non piacerci più, e c’erano due stanze tetre che sono diventate luminose e ariose quando abbiamo buttato giù il muro che le divideva. Abbiamo cominciato ad amare le piante: e pensare che all’inizio eravamo convinti che le piante ci rubassero l’aria! Abbiamo iniziato ad apprezzare il ritmo frenetico della città che di solito ci disturbava. Commettevamo molti errori e ancora ne facciamo. In passato abbiamo speso un mucchio di energia per cercare di ottenere qualcosa che pensavamo di volere, ci chiedevamo perché non riuscivamo a ottenerlo, per poi scoprire che uno dei due o tutt’e due non lo volevano veramente. Un giorno abbiamo ricevuto un’improvvisa pioggia di cioccolato da persone di tutto il mondo. “Ehi, che è “sta roba? Noi non mangiamo mica roba dolce! Chi è stato a desiderarla?” Ci siamo messi a ridere. Abbiamo scoperto che quando tutt’e due desideravamo una cosa all’unisono, succedeva più in fretta. Come dice la Bibbia, «là dove ci sono due riuniti nel mio nome». E vero. Due sono tanti. Un potentissimo seme di pulizia.
Stiamo iniziando sempre di più a desiderare e pregare. Le cose che abbiamo cercato di conquistare in passato facendo il segno della pace, adesso cerchiamo di ottenerle attraverso il desiderio. Non lo facciamo perché è più semplice. Desiderare è più efficace che sventolare bandiere. Funziona. E come una magia. La magia è semplice. La magia è reale. Il segreto è sapere che è semplice, e non ucciderla con rituali elaborati che sono segno di insicurezza. Quando qualcuno è arrabbiato con noi, gli disegniamo nella nostra mente un’aureola attorno alla testa. E lui smette di essere arrabbiato con noi? Be’, non si sa. Sappiamo però che da quando gli disegniamo attorno l’aureola, improvvisamente per noi inizia ad assomigliare a un angelo. Questo ci aiuta a sentire affetto verso le persone, a ricordarci che ognuno ha una sua bontà dentro, e che tutte le persone che vengono da noi sono angeli travestiti che ci portano doni e messag gi dall’Universo. La magia è logica. Provateci qualche volta.
Abbiamo ancora molta strada da fare. Sembra che più facciamo pulizia, più velocemente funzioni il processo di desiderare e ricevere. La casa adesso è diventata molto comoda. Sean è bellissimo. Le piante crescono. I gatti fanno le fusa. La città risplende, che ci sia il sole, la pioggia o la neve. Viviamo in un universo bellissimo. Siamo riconoscenti ogni giorno per la pienezza delle nostre vite. Non è un eufemismo. Sappiamo che la città, il paese, la terra stanno affrontando tempi molto duri e che si respira terrore. Però il sole splende ancora, noi siamo ancora insieme e fra di noi c’è amore, e anche nella nostra città, nel paese, sulla terra. Se due persone come noi stanno facendo delle loro vite quello che ne stiamo facendo noi, ogni miracolo è possibile! E vero, in questo momento ci farebbe comodo qualche grosso miracolo. Il punto è riconoscerli quando ti succedono ed esserne riconoscenti. Prima si manifestano in una forma ridotta, nella quotidianità, poi vengono a fiumi, a oceani.
Andrà tutto bene! Il futuro della terra è nelle mani di tutti noi.
Molte persone ci inviano tutti i giorni energia emotiva spedendoci lettere o telegrammi, venendo a bussarci al cancello o semplicemente inviandoci fiori e bei pensieri. Noi li ringraziamo tutti e li apprezziamo perché rispettano il nostro spazio e la nostra calma, di cui abbiamo bisogno. Grazie per tutto l’amore che ci mandate. Noi lo sentiamo tutti i giorni. Anche noi vi amiamo. Sappiamo che vi preoccupate di noi. Ed è bello. Ecco perché volete sapere che cosa stiamo facendo. Ecco perché tutti ci fanno tante domande. Noi lo capiamo. Be’, ecco cosa abbiamo fatto in questo periodo. Speriamo che voi abbiate lo stesso spazio e la stessa calma nella vostra mente per far avverare i vostri desideri.
La prossima volta che pensate a noi ricordatevelo, il nostro silenzio è un silenzio d’amore e non di indifferenza. Ricordatevi che noi scriviamo nel cielo invece che sulla carta… là c’è la nostra canzone. Alzate gli occhi e guardate il cielo. Là c’è il nostro messaggio. Alzate gli occhi ancora e guardatevi attorno e vedrete che state camminando nel cielo, che arriva fino a terra. Facciamo tutti parte del cielo, più che della terra. Ricordatevi che vi vogliamo bene.

lettera di John Lennon e Yoko Ono, pubblicata sul New York Times il 27 maggio 1979.

November 17, 2010:

prostatablackandwtfvia.

a un certo punto, un’estate, pensavo che non potevo essere felice senza un pomponazzo arancione tutto mio. forse l’ho anche avuto, ma devo averlo sboffato subito.

November 17, 2010:

Permalink: […] Dostoevskij abbandona il nichilismo giovanile e si riavvicina a Dio perché brontolare «che freddo, porco nulla» non gli dà alcuna soddisfazione.

Bendix - Il blog di Lia Celi (via strepitupido)

(via pensierispettinati)

UNA VITA FELICE

giulio mozzi

July 7, 2010:

July 5, 2010:

(via photons, photographist)

Northern Lights

Fort McMurray, AB
March 6, 2010 

July 5, 2010:

buonanotte.

(via marikabortolami)

July 5, 2010: io amo questo piccolo pianeta

io amo questo piccolo pianeta
perché immagino che un giorno ha deciso
di non accontentarsi dei sassi

altri pianeti si sono accontentati
questo piccolo pianeta no
ha deciso di fare l’acqua i pesci le rondini
e anche gli uomini infine

questo piccolo pianeta
s’è fatto carico di lunghi dolori
sofferenze infinite

però l’acqua scorre
i pesci guizzano
le rondini volano
gli uomini scrivono poesie dove parlano
dell’acqua dei pesci delle rondini
e dei sassi

io amo questo piccolo pianeta coraggioso

e

il mio amore vola e grida ed è fragile
come tutte le cose complicate
come tutte le cose di bellezza
lo mangeranno le mosche
e le mosche le mangerà un altro amore

nessuno mai saprà dire il perché di tutto ciò

io amo questo piccolo pianeta.

carlo

June 5, 2010:

Permalink:

Le dita cadono sempre più piano sui tasti. Ciò che mi è stato donato è equivalente solo a ciò che mi è stato tolto. Era tutto troppo grande e troppo bello, e quindi impossibile. Stanotte mi sembra quasi che ci sia una logica crudele in questo, una sorta di equilibrio tutto mio nella caduta. Domattina, quando mi sveglierò nella luce, sembrerà solo tremendo e ingiusto - come di fatto è.

Ma non ci si può fare nulla, a quanto sembra - e a quanto sembra non importa a nessuno, perché tutti lo danno per scontato.
Tutti danno per scontato che una luce si accenda, che una luce si spenga. Immagino abbiano ragione, e forse per questo i loro lacci non si rompono: ma io persevero nel torto: non c’è niente di scontato in tutto questo. Niente. C’è sempre e solo meraviglia, e il suo converso - la perdita della meraviglia. Si dice che non conosci ciò che possiedi finché non l’hai perso. Lo ripeto: per me non è stato così. Non è così. Perché non ho dato per scontato un solo istante di noi, ed è per questo che il mio canto è pieno di ma: di avversative, di nemici.

"E insomma".
Superare, si supera quasi tutto. Dimenticare, invece, è una parola disumana: è una parola troppo grande per essere contenuta in questo spazio, in questa stanza, in questa vita - mentre fuori il vento di giugno scuote i ragazzi in bicicletta e la sagra di paese, addormenta l’hinterland nella vastità della pianura, la notte di festa brucia come un ramo, e da qualche parte, da qualche parte, qualcuno come me scrive queste righe.

giorgio fontana

June 3, 2010:

Permalink: A Malacky l’Ikea
è in via Tovarenska 19. Il codice postale
è 90101. Così adesso lo so che non ha senso,
ma io dovrò fare una bella fatica
per riuscire a non scrivere una lettera
a Martina Leskovská, c/o Ikea,
Tovarenska 19, 90101 Malacky, Slovensko.
Sì, lo so, perché mai, e cosa dirle…
Beh, Martina, complimenti, quantomeno:
le viti erano tutte perfette.

carlo

Next →